Sentenza CEDU Grassucci: le ricadute sulla lex mitior per le sanzioni tributarie

Con la sentenza Grassucci e altri c. Italia dell’8 ottobre 2026 Strasburgo ribadisce la natura penale delle sanzioni tributarie: dubbi sempre più fondati sulla norma transitoria del D.Lgs. 87/2024.

Con la sentenza dell’8 ottobre 2026, Grassucci e altri c. Italia (ricorsi nn. 12952/13 e altri), la Prima Sezione della Corte europea dei diritti dell’uomo è tornata ad occuparsi del sistema sanzionatorio tributario, come riportato anche dal “Sole24Ore” del 13 ottobre.

La notizia positiva per i contribuenti è che i Giudici di Strasburgo, nel condannare l’Italia per l’eccessiva durata di alcuni giudizi tributari e per la mancata applicazione del rimedio della legge Pinto (L. 89/2001), hanno confermato che le garanzie dell’equo processo previste dall’art. 6 della Convenzione, inclusa la durata ragionevole, si estendono anche al contenzioso tributario che abbia ad oggetto sanzioni, perfino di importo modesto.

Il presupposto è, ancora una volta, la natura penale delle sanzioni tributarie. Si tratta di un dato ormai acquisito, almeno per i giudici europei, che prescinde dall’etichetta “amministrativa” attribuita dal legislatore nazionale (cosiddetti criteri Engel).

A ben vedere, però, la pronuncia è importante soprattutto per i corollari che ne discendono, tutti a beneficio dei contribuenti.

1. Retroattività della legge più favorevole (lex mitior) nelle sanzioni tributarie

Il primo corollario è il consolidamento del principio di retroattività della legge più favorevole (cosiddetto favor rei), che la Corte EDU ricava dall’art. 7 della Convenzione (Scoppola c. Italia n. 2, 2009) e che configura come precetto inderogabile.

Tale principio è già previsto, per le sanzioni amministrative, dall’art. 3 del D.Lgs. 472/1997 ed è stato riconosciuto dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 63/2019 per le sanzioni amministrative punitive.

2. D.Lgs. 87/2024: i dubbi sulla norma transitoria (art. 5)

Risultano quindi avvalorati, nonostante l’orientamento della Cassazione, i dubbi di legittimità del recente D.Lgs. 87/2024 di riforma del sistema sanzionatorio e, segnatamente, della norma transitoria (art. 5), che limita il regime sanzionatorio più mite alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024.

A parere di chi scrive, una disposizione che circoscriva l’applicazione delle sanzioni più favorevoli alle sole violazioni successive a una certa data difficilmente può conciliarsi con un precetto che la Corte EDU qualifica come inderogabile.

3. Il limite della sentenza Ferrazzini: imposta e sanzioni nello stesso giudizio

Resta il limite della pronuncia Ferrazzini c. Italia (2001), per la quale la pretesa d’imposta, isolatamente considerata, sarebbe fuori dal perimetro dell’equo processo.

Tuttavia, quando tributo e sanzione sono decisi nello stesso giudizio, l’intero contenzioso deve poter beneficiare delle garanzie di matrice penale. Nella prassi, dove l’atto impositivo contiene quasi sempre anche le sanzioni, il limite Ferrazzini rischia quindi di avere una portata applicativa sempre più ridotta.

4. Diritto al silenzio e questionari dell’Agenzia delle Entrate

C’è poi il diritto al silenzio, riconosciuto anche dalla Corte di giustizia (DB c. Consob, C-481/19) e dalla Consulta (sentenza n. 84/2021).

Esso è difficilmente compatibile con gli effetti preclusivi tuttora previsti per la mancata risposta nei termini ai questionari dell’Amministrazione finanziaria, nel senso dell’inutilizzabilità tout court dei dati e dei documenti forniti in un momento successivo.

Conclusioni: cosa fare nei ricorsi pendenti

La speranza, quindi, è che le Corti di Giustizia Tributaria diano seguito a questi segnali.

Sul piano pratico, il consiglio, dettato da prudenza e tutela del cliente, è di non rinunciare a sollevare, nei ricorsi pendenti e in quelli di prossima proposizione, le eccezioni fondate sull’art. 7 CEDU e sulla natura penale delle sanzioni, anche per le violazioni anteriori al 1° settembre 2024.

Sullo stesso tema può interessare anche: https://www.tacchiventuri.it/sanzioni-tributarie-e-cedu-strasburgo-chiede-di-applicare-la-legge-pinto-anche-al-contenzioso-fiscale/

Domande frequenti

Le sanzioni tributarie hanno natura penale ai fini della CEDU?

Sì, quando hanno finalità dissuasiva e repressiva, indipendentemente dalla qualificazione “amministrativa” data dal legislatore nazionale (criteri Engel). La sentenza Grassucci lo ha ribadito ai fini dell’art. 6 della Convenzione.

Le sanzioni più favorevoli del D.Lgs. 87/2024 si applicano alle violazioni commesse prima del 1° settembre 2024?

Secondo l’art. 5 del decreto no, e la Cassazione ha finora seguito questa lettura. Alla luce della giurisprudenza CEDU sull’art. 7 della Convenzione, però, la limitazione appare di dubbia compatibilità: è prudente sollevare la questione nei giudizi pendenti.

La sentenza Grassucci dà diritto a un indennizzo per la durata del processo tributario?

La Corte ha ritenuto applicabili l’art. 6 CEDU e quindi il rimedio della legge Pinto ai giudizi tributari aventi ad oggetto sanzioni. La sentenza non è ancora definitiva e la sussistenza dei presupposti va comunque verificata caso per caso.

 

Link di interesse

Corte EDU, Grassucci e altri c. Italia, 8 ottobre 2026 (ric. n. 12952/13 e altri)

https://hudoc.echr.coe.int/ita#{%22appno%22:[%2212952/13%22]}

Art. 3 D.Lgs. 472/1997

https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1997-12-18;472

D.Lgs. 87/2024 (revisione del sistema sanzionatorio tributario)

https://www.normattiva.it/eli/id/2024/06/28/24G00103/CONSOLIDATED

Corte costituzionale, sentenza n. 63/2019

https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?param_ecli=ECLI:IT:COST:2019:63

Corte costituzionale, sentenza n. 84/2021

https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?param_ecli=ECLI:IT:COST:2021:84

Corte di giustizia, causa C-481/19 (DB c. Consob)

https://curia.europa.eu/juris/liste.jsf?num=C-481/19

Altri commenti alla sentenza

https://www.finanzaefisco.com/corte-edu-di-strasburgo-legge-pinto/

https://www.italiaoggi.it/diritto-e-fisco/cedu-condanna-allitalia-sulla-lunghezza-dei-processi-tributari-le-sanzioni-hanno-natura-penale-jd8vznjp

 

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