Superamento degli automatismi ostativi e valutazione della pericolosità concreta

penale - studio legale Tacchi Venturi

La pronuncia del Tribunale di Venezia in esame si inserisce nel solco tracciato dalla Corte Costituzionale (sent. 88/2023) e dalla Cassazione (sent. 6987/2024), ribadendo l’illegittimità di ogni automatismo ostativo al rilascio del permesso di soggiorno in presenza di condanne penali.

Il nucleo della decisione risiede nel superamento della “presunzione assoluta” di pericolosità sociale ex art. 4, co. 3, d.lgs. 286/1998, anche per reati gravi come lo spaccio di stupefacenti o i delitti contro il patrimonio. I giudici chiariscono che la pubblica amministrazione non può limitarsi al dato formale della condanna, ma deve operare un bilanciamento proporzionato tra l’esigenza di sicurezza pubblica e il diritto alla vita privata e familiare tutelato dall’art. 8 CEDU.

Nel caso di specie, nonostante il ricorrente vantasse plurimi precedenti (furto, resistenza, evasione), il Tribunale ha valorizzato il principio dell’attualità: il lungo tempo trascorso dai reati (oltre otto anni), l’esito positivo del percorso rieducativo e la stabile integrazione lavorativa dimostrata tra il 2023 e il 2025 hanno neutralizzato l’indice di pericolosità. La sentenza conferma dunque che l’inserimento sociale e la condotta riparativa prevalgono sulla “macchia” del casellario, rendendo il diniego del titolo di soggiorno una misura irragionevole e sproporzionata rispetto al sacrificio dei diritti fondamentali del cittadino straniero.

 

Riconoscimento della protezione speciale di cui all’art. 19 comma 1 d.lgs. 286/1998 per rischio trattamenti inumani o degradanti

Il Tribunale di Trieste con decreto ex art. 35bis d.lgs. 25/2008 sub RG 1503/2021 ha accolto la domanda di protezione formulata dal richiedente, originario della Bosnia Erzegovina, ed ha rilasciato nei suoi confronti un permesso di soggiorno per protezione speciale.

L’Autorità ha, infatti, ritenuto applicabile al caso di specie la protezione di cui all’art. 19 comma 1 d.lgs. 286/1998 ritenendo che l’istante, se rimpatriato, correrebbe il rischio di esser sottoposto a trattamenti inumani o degradanti nel Paese d’origine. Invero, il richiedente risultava aver riportato numerose condanne per diversi reati commessi, sia in Italia che in Bosnia. Quest’ultima, in particolare, aveva emesso un mandato di arresto europeo, in data 18.08.2021, ma la richiesta di estradizione era stata negata dalla Corte di Appello di Venezia con la sentenza nr. 55/22 AGI Estr. dopo un’attenta disamina delle condizioni dello specifico istituto detentivo dove verrebbe collocato l’istante, nonché il trattamento riservato ai detenuti in Bosnia.

Anche il Collegio triestino ha condiviso le preoccupazioni già espresse dalla Corte circa la possibilità che l’istante in caso di reimpatrio e relativo arresto sia sottoposto a una detenzione dura e pericolosa per la vita.

Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) nel settembre 2021 ha, infatti, pubblicato un rapporto, stilato sulla base di una visita ad hoc, in cui si indica che il maltrattamento dei detenuti delle carceri della Bosnia Erzegovina rimane un problema estremamente diffuso e grave. Le denunce di maltrattamenti fisici ai danni di persone detenute da parte di agenti di polizia, in particolare della Polizia cantonale di Sarajevo, sono in costante aumento: schiaffi, pugni, calci e colpi con manganelli e calci di armi d’ordinanza inflitti dagli agenti di polizia a sospettati di reati, sia al momento dell’arresto che durante l’interrogatorio, supportati da prove mediche.[1]

Spesso, inoltre, accade che i detenuti in attesa di giudizio abbiano continuato a essere rinchiusi nelle loro celle per più di 22 ore al giorno, per mesi, senza alcuna attività utile ed in assenza (pressoché totale) di progressi nell’assistenza sanitaria ai detenuti in attesa di giudizio. Tra le principali problematiche relative ai diritti umani figurano segnalazioni attendibili di torture o trattamenti e punizioni crudeli, inumani o degradanti inflitti ai detenuti da parte della polizia; condizioni carcerarie dure e pericolose per la vita, in relazione alle quali il governo non ha adottato misure credibili per identificare e punire i funzionari che potrebbero aver commesso tali violazioni.[2]

Il Collegio, pertanto, a seguito di un opportuno bilanciamento, ha ritenuto, da un lato, che le condizioni a cui verrebbe sottoposto il ricorrente comporterebbero la violazione dei più basilari diritti umani e, dall’altro, che i fatti di reato commessi in territorio italiano (la maggior parte più di 25 anni fa) non siano di una gravità tale da far venir meno il diritto del ricorrente all’ottenimento della protezione speciale.

[1] Report to the Government of Bosnia and Herzegovina on the ad hoc visit to Bosnia and Herzegovina carried out by the European Committee for the Prevention of Torture and Inhuman or Degrading Treatment or Punishment (CPT) from 17 to 27 September 2021, 11 maggio 2023, https://rm.coe.int/1680ab30e9, consultato il 17.06.2025;

[2] US Department of State report 2024 Bosnia Herzegovina, https://2021 2025.state.gov/reports/2023-country-reports-on-human-rights-practices/bosnia-and herzegovina/ , data ultima verifica 18 giugno 2025

Reato di stalking: assoluzione in caso di “accusa enormemente ingigantita ad arte”

Con una recente sentenza, il Tribunale di Verona ha ribadito che, ai fini della configurabilità del reato ex art. 612-bis c.p., è indispensabile la prova rigorosa della reiterazione e del grave stato di timore nella vittima. Nel caso trattato dal nostro Studio, l’istruttoria ha dimostrato l’insussistenza di tali elementi, derubricando la vicenda a mera lite tra le parti. L’assoluzione con formula piena sottolinea l’importanza di distinguere le dinamiche conflittuali dai reali contesti persecutori.

 

Diritto all’unità familiare vs. Immigrazione clandestina

La svolta del Tribunale di Verona dopo il caso Kinsa.

“Il Tribunale di Verona ha assolto l’imputato dai reati di cui agli artt. 110 c.p. e 12, comma 3, lett. b) e d) d.lgs. 286/1998 (favoreggiamento dell’immigrazione clandestina) perché il fatto non costituisce reato, riconoscendo la scriminante dello stato di necessità.

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La tutela penale dell’ambiente al convegno “Emergenza mare: un oceano di plastica”

Locandina evento Lab&Lab 2019

L’avv. Giorgio Passarin dello Studio Legale Tacchi Venturi interverrà nella giornata del 9 maggio p.v. al convegno dal titolo “Emergenza mare: Un oceano di plastica”, che si terrà nella cornice dell’evento Lab & Lab 2019: Fare i conti con l’ambiente presso la Scuola di Giurisprudenza del Campus di Ravenna – Università di Bologna.

L’avv. Passarin discuterà della tutela dell’ambiente presentando un intervento dal titolo: “Criminalizzare il pericolo: la tutela penale dell’ambiente tra precauzione e riparazione”.
Interveranno anche molte altre figure di rilievo nell’ambito della tutela dell’ambiente, tra cui il Prof. Avv. Juan Maria Rodriguez Estèvez dell’Universidad Austral di Buenos Aires.

La cooperazione investigativa penale tra Italia e Stati Uniti d’America

Lo scorso 18 marzo, l’avv. Giorgio Passarin dello Studio Legale Tacchi Venturi ha partecipato al convegno sulla Cooperazione Giudiziaria Internazionale tra Italia e Stati Uniti organizzato dal Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università degli Studi di Padova.
Tra le tematiche affrontate durante la giornata di formazione, alla presenza delle Forze dell’Ordine italiane e statunitensi, le modalità giuridiche di cooperazione giudiziaria sulla base del Trattato di Washington nonchè le relazioni di agenti della DEA sulle modalità investigative e di cooperazione investigativa tra forze internazionali nel contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, di reclutamento terroristico ed alla criminalità organizzata nazionale e transnazionale.
Su tutte le tematiche affrontate è emersa l’importanza della tecnologia per il tracciamento delle comunicazioni nonchè del controllo dei flussi di denaro utilizzati per finanziare le attività illecite svolte tra i confini.

Programma

Violenza sulle donne e femminicidio: strategie di contrasto

Violenza sulle donne

Nella serata dello scorso 5 marzo 2019, l’Avv. Giorgio Passarin, dello Studio Legale Tributario Tacchi Venturi, nonchè Presidente del Rotaract Club Legnago per l’A.R. 2018-19 ha intrattenuto i soci del Rotary Club Legnago sul tema “Violenza sulle donne e femminicidio: strategie di contrasto”.

La relazione dell’Avv. Passarin si è incentrata sulla normativa italiana che tutela le donne vittima di maltrattamenti e stalking, spiegando quali sono le tecniche di prevenzione e, soprattutto, i segnali che fanno preludere ad un rischio concreto per la donna oggetto di tali condotte, anche dimostrando come la normativa esaminata sia oggetto di pronta ed effettiva applicazione da parte della Magistratura. 
La tematica ha suscitato il vivo interesse dei soci, che hanno partecipato alla discussione con numerose domande ed interventi. 

Si tratta infatti di un tema che necessita di essere sempre più divulgato e discusso dalla comunità intera, anche e soprattutto in quanto la sensibilizzazione circa la necessità di contrastare questi comportamenti deve sicuramente partire dalle Istituzioni, ma abbisogna della collaborazione di ogni singolo cittadino. 
Dalla presa di coscienza e dalla sensibilizzazione sull’importanza della problematica parte lo sviluppo di una cultura condivisa di tutela della donna in quanto tale da tali condotte violente ed inaccettabili.

La Cassazione non esclude lo stalking tra vicini di casa

Stalking configurabile anche nei rapporti di vicinato?

Con la pronuncia in commento la Suprema Corte interviene sul confine di rilevanza penale di condotte c.d. “disturbanti” che, ove poste in essere con determinate caratteristiche possono sconfinare dalla mera ipotesi civilistica di atti emulativi, assumendo la qualifica di veri e propri atti persecutori idonei ad integrare la fattispecie di reato di cui all’art. 612 bis c.p., facendo particolare riferimento alla distinzione tra mero “movente” ed effettivo elemento soggettivo doloso.

La Suprema Corte ha infatti ritenuto di accogliere il ricorso proposto dal Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Bologna, per l’effetto rinviando ad altra sezione della Corte d’appello per un nuovo esame.

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Intervento al Master dell’Università di Bologna sulla sicurezza alimentare

Responsabilità degli enti ex d.lgs 231/2001 e reati agroalimentari: protocolli di sicurezza e modelli organizzativi

L’intervento dell’Avv. Giorgio Passarin dello Studio Legale Tacchi Venturi al Master LFS (Giurista e Consulente della Sicurezza Alimentare) coordinato dal prof. Filippo Briguglio dell’Università degli Studi di Bologna tratterà il tema “Responsabilità degli enti ex d.lgs 231/2001 e reati agroalimentari: protocolli di sicurezza e modelli organizzativi”.

Nel dettaglio, verranno analizzate le problematiche che dottrina e giurisprudenza hanno sottolineato con riferimento alla c.d. prova dell’elusione fraudolenta del modello organizzativo come elemento esimente che permette all’ente di andare esente da responsabilità ex d.lgs 231/2001, il ruolo svolto dall’organismo di vigilanza e dal sistema disciplinare come elementi costitutivi del c.d. Modello di Organizzazione e Gestione nonché la struttura della parte generale del modello organizzativo, con particolare attenzione al ruolo svolto dal c.d. codice etico.
Nella seconda parte della lezione verranno trattati i protocolli operativi specificamente rivolti alla gestione del rischio in ambito agroalimentare, con particolare riferimento ai reati presupposto previsti nel codice penale, nonché ad alcuni “case studies” presi da parti generali e speciali di modelli organizzativi esistenti, come esempi di “best practices” di organizzazione e gestione del rischio circa la commissione di reati in ambito agroalimentare.

La disciplina generale del d.lgs. 58/1998 – I poteri e gli obblighi della Consob

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Sabato 28 aprile l’avv. Giorgio Passarin dello Studio Legale Tacchi Venturi interverrà al Master in Diritto Penale dell’Impresa e dell’Economia sul tema: “La disciplina generale del d.lgs 58/1998. I poteri e gli obblighi della Consob”.
L’intervento dell’Avv. Giorgio Passarin, a supporto della lezione tenuta dal Direttore del Master, Prof. Avv. Desirèe Fondaroli, si incentrerà sulle principali fattispecie di reato previste a tutela della correttezza delle informazioni sui mercati finanziari. In particolare si soffermerà sulle ipotesi di Manipolazione del Mercato e Insider Trading, come da ultimo modificato dalla direttiva c.d. Market Abuse.
Un approfondimento verrà svolto anche sulla normativa ex d.lgs 231/2001 e sulla struttura del modello organizzativo in dette ipotesi.